Jump to Navigation

Il Quartiere Borgo Nuovo di Rivoli

Breve storia del nostro quartiere

di Gian Luca Giachino

 

Il territorio del Comune di Rivoli è stato suddiviso in 11 quartieri, che sono:
  I Bastioni
  Borgo Nuovo
  Borgo Uriola
  Bruere
  Centro storico - S. Martino
  Fratelli Cervi
  Maiasco Cascine Vica est
  Piazza Repubblica e dintorni
  Posta Vecchia
  San Paolo
  Tetti Neirotti

Borgo Nuovo si estende dal centro verso la zona più ad est di Rivoli, fino ai confini con Rosta e Villarbasse e copre l’area compresa tra:

C.so Susa, Via Legnano, Via Palestro, Via Frejus, Via Roma, Via Moncenisio, Via al Castello, Via Vittorio Amedeo di Savoia, Via del Parco, Via Cadore, Via Montelimar, Strada Pozzetto, Confine con Rosta e Villarbasse, incluso quindi, tutto il Parco di S.Grato

 

__________________________________________________________________________________________

STORIA DI BORGO NUOVO

Molti credono che il nome del quartiere Borgo Nuovo derivi dalla espansione urbana sviluppatasi prevalentemente negli sessanta/ottanta, laddove vi erano solo campi coltivati o pascoli, da cui il nome "Nuovo".
In realtà non è così. E per capirlo bisogna andare indietro nel tempo, addirittura di circa 1000 anni!.

 In epoca medioevale Rivoli non è ancora un centro abitato unico, ma una costellazione di piccoli villaggi, ora scomparsi, situati per lo più nella zona pianeggiante che si protende da nord verso est e poi a sud, tra Alpignano, Collegno, Grugliasco e Rivalta, nonché sui pendii della collina morenica, sovrastata da una piccola costruzione fortificata.
Tali piccoli centri abitati erano semplici agglomerati sparsi di case, interconnessi da strade e sentieri, in maggior parte sotto l'influenza di canoniche e monasteri facenti parte della organizzazione religiosa e politica del territorio. Tra questi importante era quello del nuovo borgo, poi Borgo Nuovo, di cui si hanno notizie già nella seconda metà del XII secolo. Vi era la chiesa di San Bartolomeo, con una sua corte, un piccolo ospedale e un cimitero, alle dipendenze della canonica di Rivalta Torinese.
Proseguendo negli anni lo sviluppo del potere feudale dei vescovi, che avevano maggiormente fortificato il borgo attorno al castello rendendolo molto più sicuro, portano ad un progressivo spostamento dei nuclei abitati sparsi verso il centro di Rivoli. Questo fenomeno si accelera attorno al secolo XIII con la nuova protezione dei Savoia in sostituzione di quella vescovile. In quell'epoca infatti Rivoli assume la forma di una piccola città attorno al castello e ben protetta da mura di cinta. Una piccola cappella sotto al castello viene ampliata per divenire la Chiesa della Collegiata, che acquistando sempre più potere assorbe altre parrocchie adiacenti. Rimane esclusa la chiesa di Borgo Nuovo, San Bartolomeo, che rimane dipendente dalla abazia di Rivalta e il cui nucleo abitato circostante è extra-moenia, cioè fuori dalle mura difensive.
E' in questo periodo che si formano in modo definitivo le infrastrutture più importanti attorno alla città di Rivoli, che rimarranno tali per diversi secoli a seguire, le opere pubbliche come le strade e le costruzioni difensive, le tipologie di abitazioni, l'utilizzo degli spazi pubblici e privati.
La via Roma, strada maestra del Borgo Nuovo, seguendo il percorso che conosciamo ora, si definisce in quell'epoca;  essa diviene parte del percorso di una delle tante Vie Francigene, che collegavano Roma alla Francia nel periodo medioevale, sulle tracce di più antiche strade romane. Entrava in Rivoli per il corso Francia, saliva in direzione del castello lungo la via Maestra, l'attuale via Piol, fino ad affiancare le mura fortificate più esterne nelle adiacenze della attuale piazza Matteotti, per poi proseguire verso la Valle di Susa lungo la via Roma in Borgo Nuovo; la prima tappa importante che incontrava nella Valle era l'Abazzia di Sant'Antonio di Ranverso a pochi chilometri da Rivoli.

Tra il XIV e il XV secolo il consolidamento istituzionale, la nascita di leggi e statuti, nonché un miglioramento generale della qualità della vita determinano una espansione demografica e urbana di Rivoli, con conseguente ampliamento della cinta muraria. Nel 1400 le mura avevano sei porte di accesso, di cui quella verso nord era in Borgo Nuovo, detta porta di Mezzanotte. Nel 1543 l'opera difensiva viene distrutta dai Francesi durante l'occupazione del Piemonte di Francesco I di Francia.

La popolazione rivolese non ha incrementi significativi nei due secoli seguenti e l'impianto urbanistico rimane pressoché quello del secolo XV, sempre lungo il tracciato della antica via di Francia, ovvero lungo via Piol e la via Roma.

Tra il Settecento e l'Ottocento Rivoli mantiene la connotazione di borgo rurale, e poche sono le attività manifatturiere che vi sorgono, al contrario di altri paesi attorno a Torino. Borgo Nuovo in particolare rimane essenzialmente un'area dove si pratica l'agricoltura e la pastorizia. Tuttavia il nucleo abitato attorno alla via Roma, dalla parrocchia di San Bartolomeo e proseguendo sul corso al Castello, rimane molto popolato e molto importante per il commercio. Questa caratteristica non cambia molto con lo spostamento della via di Francia fuori dal centro abitato, lungo il tracciato dell'attuale corso Susa. Variante già pensata in epoca napoleonica e poi attuato da Vittorio Emanuele I ad opera dell'architetto Cardone, con non poche proteste dei commercianti che avevano le loro attività sul vecchio tracciato.

Il territorio fino agli anni prima della Seconda Guerra rimane prevalentemente agricolo e l'insediamento urbano si estende quasi solo attorno alla via Roma, ai piedi della collina del Castello. Sui dolci e ben esposti pendii della collina morenica attorno al castello è ancora molto diffusa la viticultura.  Antichi documenti datati 1268 citano Rivoli come luogo di produzione del "nibiol, vino prezioso e da proteggere", ovvero l'attuale nebbiolo.
Nell'immediato dopoguerra la grande industrializzazione dell'Italia invade anche a Rivoli. A Borgo Nuovo sorge la Saiva, industria metalmeccanica ferroviaria nell'area degli attuali giardini di via Frejus e del gruppo di condomini La Collegiata.
In breve tempo le grandi tenute agricole scompaiono o si lottizzano, e lasciano spazio alle fabbriche e alle tante attività artigianali e commerciali che stanno sorgendo.
Rivoli viene collegata a Torino da una efficiente linea di filobus che corre lungo corso Francia, in sostituzione della vecchia tramvia, favorendo l'arrivo di forza lavorativa per soddisfare la crescente richiesta di manodopera. Ma è la massiccia immigrazione dal Sud e dal Polesine (colpito dalla alluvione del '51) che porta ad un incremento demografico enorme.
Il boom economico degli anni Sessanta e il decentramento industriale da Torino città alla sua prima cintura, insieme alla mancanza di adeguati piani regolatori, pongono le premesse ad una cementificazione incontrollata per far fronte alla necessità di case nuove, che investe (purtroppo) anche Borgo Nuovo. La popolazione rivolese passa dal '61 al '71 da circa 20.00 a più di 47.000 abitanti.
Il quartiere si espande enormemente, con la costruzione di case, condomini e strade spesso senza seguire alcuna regola urbanistica e paesaggistica, e forse con poco rispetto per il territorio e la sua storia. Il vecchio borgo rurale scompare per sempre.

Fortunatamente ora il fenomeno di espansione si è praticamente arrestato, grazie anche a politiche attuate dalle ultime amministrazioni comunali di salvaguardia del territorio rurale e di risanamento dei danni ambientali causati dalla crescita disordinata e convulsa del tessuto urbano.
Rivoli è oggi il secondo comune della provincia di Torino con la maggiore percentuale di aree verdi e agricole rispetto a quelle urbanizzate. La foto dal satellite lo conferma:

__________________________________________________________________________________________________________________

VISITIAMO BORGO NUOVO

Senza dubbio bisogna mettere in prima posizione il Castello, capolavoro di Filippo Juvarra di inizio '700 voluto da Vittorio Amedeo II. Dopo anni di abbandono nel 1979 è stato avviato un programma di restauro che gli ha ridato splendore e maestosità. Ora è sede della Mostra Permanente di Arte Contemporanea, uno dei musei più conosciuti d'Europa e vanto del Comune di Rivoli.
Dal suo antistante piazzale, recentemente risistemato, si gode una vista a 180 gradi su tutta Torino e sulla sua collina, sulla pianura padana fino alle Alpi Marittime, e nelle giornate più terse addirittura fino verso i monti che sovrastano Genova e qualche cima dei monti Toscani.

Sulla strada che conduce al Castello si incontra la Chiesa di San Bartolomeo, che ha le sue prime origini nel secolo XIII, poi riedificata nel secolo XVIII.
Sull'angolo esterno della chiesa era collocato un cippo romano risalente al I secolo d.C. che fungeva da migliarino lungo la strada della Gallie e passante in corrispondenza della odierna via Roma.
Il cippo è ora conservato nella Casa del Conte Verde in via Piol.

Appartiene al Quartiere anche il Parco di San Grato, adiacente al Castello sulle pendici terminali della Collina Morenica rivolese, dove sorge la Cappella di San Grato, eretta a metà del '600 sul luogo di un antico pilone dedicato al santo su disegno dell'architetto Garove, con accanto una Torretta Militare adibita in epoca napoleonica a stazione del telegrafo. 

Al termine dello stupendo viale alberato (via Papa Giovanni XXIII) che costeggia il parco, sorge l'imponente complesso dell' ex seminario maggiore arcivescovile, il più vasto del Piemonte, costruito dall'ingegnere Alessandro Villa nel 1936 su commissione del Cardinale Fossati. Oggi è sede degli Istituti superiori Darwin e Romero, e dell'Ostello di Rivoli.

Sempre adiacente al Castello si trova la Villa Melano, antico monastero di frati cappuccini edificato nel 1601, che rimase tale fino alla dominazione napoleonica. Poi trasformato in abitazione e succeduta a vari proprietari, fino alla famiglia Melano nella seconda metà dell'800. Ora è in fase di recupero da parte del Comune, dopo anni di abbandono e decadenza, per essere trasformata in albergo a cinque stelle.

Poco lontano dalla Chiesa di San Bartolomeo troviamo lo storico cinema parrocchiale di Borgo Nuovo, nato negli anni '50.

Seguendo la via Rosta si incontra la Maison Musique, elegante complesso Liberty, ex mattatoio comunale e fabbrica del ghiaccio, progettata dall'ingegner Eugenio Mollino nel 1907, padre del più noto architetto torinese Carlo Mollino.
Ora è un centro di cultura musicale popolare sostenuto da tre istituzioni culturali, con un teatro da 300 posti a sedere.
 

__________________________________________________________________________________________

VERDE E RELAX

Borgo Nuovo offre molte possibilità di relax e di contatto con il verde e la natura.
Il Parco di San Grato è senza dubbio il più ampio e suggestivo polmone verde della città di Rivoli.  Situato subito a monte del Castello, alcuni anni fa è stato oggetto di una riqualificazione ambientale, con la creazione di sentieri, aree di sosta, illuminazione e una zona attrezzata per pic-nic con barbeque. Recentemente il Comune ha terminato anche la realizzazione di un ampio parcheggio, sfruttabile per chi vuole arrivare al parco in auto.
Per chi invece preferisce andare a piedi, può salire alla via Roma e percorrendola in direzione del centro,per poi svoltare a destra nella stretta via Moncenisio. Da qui partono due splendide stradine, più simili ad antichi sentieri interpoderali, stretti da vecchi muri di cinta in pietra, che terminano dopo pochi passi al Castello. A questo punto si prosegue lungo il bellissimo viale alberato di via Papa Giovanni XXIII, con due file di magnifici platani e una vista impagabile su Rivoli e sulla bassa Valle di Susa. 
La via Papa Giovanni XXIII corre lungo il confine inferiore del Parco di San Grato, fino all'ex seminario, ora Istituto Darwin e Istituto Romero. Qui si giunge ad un bivio: a sinistra per strada Pozzetto, che supera lo spartiacque della collina per portarsi sopra a Villarbasse, e dritto per viale Fossati per un centinaio di metri, per poi diventare sterrata in via Fontana Costero, che restando a mezza costa sulla collina morenica, si dirige verso ovest sopra e Rosta e Buttigliera fino a Reano in mezzo ad un fitto bosco prevalentemente di castani e noccioli selvatici e talvolta campi coltivati a grano e mais.

Più in generale, per chi ama passeggiare, correre o andare in bicicletta, tutta la zona ovest di Borgo Nuovo è un ampio polmone di verde con un dedalo di stradine sterrate e sentieri che si articolano tra boschi per lo più di castagni e campi coltivati che mantengono ancora il sapore di un tempo. Alcune di questi proseguono lungo la collina morenica sopra Rosta e Buttigliera da un lato, e Villarbasse e Reano dall'altro, più o meno pianeggianti, superando talvolta modesti dislivelli.
Le vie di accesso sono sopra al Castello, come poco innanzi accennato, o da bivi che partono dalla via Rosta (via Monginevro, strada vicinale Giustizie, ...).

Nel nucleo abitato di Borgo Nuovo tra le vie Frejus, Adamello e Palestro vi è un'ampia area verde, con giochi per bimbi e molte strutture sportive (campo da rugby, pista di pattinaggio, palestra di roccia, campi da bocce, campetto da pallavolo/pallacanestro/calcetto).

Borgo Nuovo - elenco vie, Chiesa di San Bartolomeo, La Maison Musique durante una manifestazione, La Cappella di San Grato, Villa Mellano prima dei lavori di restauro, Viale Papa Giovanni XXIII, Mappa di Borgo Nuovo - alto sinistra, Mappa di Borgo Nuovo - alto destra, Mappa di Borgo Nuovo - basso sinistra, Mappa di Borgo Nuovo - basso destra


Main menu 2

Dr. Radut Consulting